Andrea Calestani Photographer

Parma

Questo è il percorso fotografico di un grande amore per una grande bellezza. Del quale ogni singola fotografia diventa a sua volta una storia da raccontare. Non è stato facile provvedere, e all’occorrenza misurare, un innamoramento lungo più di quarant’anni. Per un luogo, una città: Parma.

Un immaginario che ha lungamente occupato la mia più fantastica immaginazione quando ancora non avevo cognizione di alcun altrove, vicino o lontano che fosse. Poi gl’instancabili e disagiati viaggi dei ritorni, per mano al babbo e alla mamma. Ogni volta senza mai far conto della nostalgia patita per ogni distacco. Perché già c’era la promessa sicura del prossimo viaggio.

E quando il sogno del viaggio dell’ultimo ritorno s’avverò, e per consuetudine di vicinanza, del tempo che passava, il grande innamoramento un poco s’affievolì, allora incominciai a ritrarla. Non ho mai avuto l’ambizione di fotografare la erre moscia; le avvolgenti, cantilenanti inflessioni dialettali; l’identità aneddotica che corre insistente per ogni anfratto in qualunque tempo.

Ma l’anima sì! Quella sì ho la presunzione di fotografarla. E le atmosfere sfuggenti per i tempi che mutano in fretta. Personaggi, volti, con sempre qualcosa di Parma sullo sfondo. Forse non è strano che gli amori s’intrecciano dove i luoghi e gli eventi suscitano le emozioni.

Fossero i radi incontri nelle strade deserte in una notte di nebbia. Di suonatori e ballerini ambulanti che s’allungano e s’intrecciano dai borghi, sotto i volti dei porticati fin sul sagrato del Duomo. Quali mutevoli eventi dalle intense emozioni e di grande bellezza, che infrangono i miei imperfetti schemi.

E quando la notte s’avvia sul finire, le mille luci e ombre diagonali dapprima dell’alba, poi del tramonto, la penetrano e la dipingono scolpendone i tratti: le architetture, le biciclette, i platani di Maria Luigia… Ma questo è un libro aperto.

error: Content is protected. Il contenuto è protetto.